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La fisica

La scienza del divenire.
Nei Topici (vedi lettura 5) Aristotele si pone l'obiettivo di
trovare un metodo in base al quale argomentare su tutto. Lo
stesso obiettivo  confermato in conclusione alle Confutazioni
sofistiche: Ci eravamo dunque proposti di scoprire una certa
capacit sillogistica con la quale, messi di fronte alla
formulazione di una ricerca, ci sia possibile discutere partendo
dalle proposizioni, che risultino massimamente fondate
sull'opinione (183a 36-38). I princpi della logica aristotelica
che costituiscono il metodo di ogni indagine scientifica possono
essere applicati a tutti i campi di ricerca, rispetto a ciascuno
dei quali viene elaborata una conoscenza scientifica (epistme).
Per Aristotele l'argomentazione dimostrativa di tipo deduttivo non
pu prescindere dall'induzione e dai dati sensibili (vedi lettura
10), quindi  ovvio che il filosofo rivolga una grande attenzione
al mondo della natura, alla physis.
La fisica (physik, investigazione della natura)  per
Aristotele scienza, nel senso - ormai pi volte messo in evidenza
- di conoscenza inconfutabile:  la scienza del divenire. Qui sta
la grande novit introdotta da Aristotele nella concezione greca
della physis:  possibile una conoscenza che non muta delle cose
che mutano.
Nella filosofia delle origini il movimento era apparso come
negazione dell'Essere, e nella filosofia platonica il movimento
era possibile oggetto solo dell' opinione (dxa) - visto che la
conoscenza che non muta era destinata agli oggetti eterni della
matematica e del Mondo delle Idee -; ora esso - alla luce dei
princpi della logica aristotelica - costituisce il punto di
partenza per ogni forma di conoscenza: proprio all'interno del suo
trattato sulla Fisica Aristotele introduce la discussione sui
princpi primi e quindi sull'Essere che non muta, sull' Essere in
quanto essere che sar studiato dalla filosofia prima o metafisica

